Il “page rank” su Tinder: come funziona l’algoritmo Elo

Il “page rank” su Tinder: come funziona l’algoritmo Elo

A prima vista un post su come funziona Tinder potrebbe sembrare fuori posto nel blog, in realtà si parla pur sempre di marketing (marketing dell’amore) e di come questo sia regolato da un algoritmo simile a quello di Google, ma molto più freddo e spietato (perché tocca le corde sensibilissime della nostra capacità di attrazione).

Chi ancora crede nella casualità dei match sulla celebre piattaforma di dating dovrà in parte ricredersi. Questa infatti una volta imparato a conoscerci ci assegna un voto, che come il Page Rank di Google condiziona le persone che ci vengono mostrate (e quante ce ne vengono mostrate).

Veniamo subito al centro della questione con una rivelazione sconvolgente. Se come molti uomini utilizzi Tinder swippando a destra tutti i profili che ti vengono mostrati (con l’idea di selezionare in seguito), stai sbagliando tutto. Il sistema finirà per classificarti come spam (o “morto di figa” a secondo della definizione tecnica).

La conseguenza è che il “voto” o “rating” (o come si preferisce chiamarlo) del proprio profilo finirà per crollare. Ciò comporta il fatto che tale profilo verrà mostrato sempre meno, se non addirittura quasi mai. Dunque gli sforzi immani per procurarsi una foto passabile, verranno vanificati dal fatto che tale foto non la vedrà praticamente nessuno.

Un chiarimento: non tutto è algoritmo. Se si è parecchio brutti e non si fa nemmeno uno sforzo per curare almeno il proprio profilo, non ci sta Page Rank che può venirci in soccorso. Detto ciò, concentriamoci sulla parte che si può manipolare, anche se, nel caso dell’algoritmo di Tinder, sembrerebbe parecchio difficile costruirsi un rating elevato in modo artificiale (ovviamente qui si parla del profilo gratuito, anche se le considerazioni sul rating valgono per tutti).

Come funziona Tinder

Dopo un po’ che si usa l’app, l’algoritmo di Tinder inizia a classificare gli utenti assegnandogli un voto. Il fulcro del sistema sembrerebbe proprio la logica degli swipe a destra o sinistra. Ogni volta che un utente swippa a destra sul tuo profilo è come se ti assegnasse un voto positivo, che contribuisce a formare il rating del profilo (funziona un po’ come con i link su Google).

Ma c’è di più, se ad assegnarti un voto positivo è un profilo con un rating elevato, ciò darà maggiore beneficio al tuo sex appeal algoritmico. Le conseguenze principali di tale sistema sembrerebbero due:

  • Se il tuo profilo ha un basso rating avrà una copertura minore (verrà mostrato sempre meno). Fino ad arrivare a copertura quasi zero, nel caso della “penalità morto di figa” di cui sopra.
  • Sembrerebbe che il sistema tenderebbe soprattutto a incrociare utenti con voti simili. Dunque i brutti, algoritmicamente parlando, si accoppieranno solo con i brutti.

Quando ci si è appena iscritti all’app è come se si ha un bonus di copertura, perché il sistema sta imparando a conoscerci. Poi man mano che si stabilizza il rating del profilo, in molti casi, tale visibilità tende a diminuire.

Quando si parla del funzionamento di un algoritmo, come è anche nel caso di Google, è sempre difficile ricostruirne l’esatto funzionamento. Ma restando sul piano delle supposizioni, sembra vi siano anche altri fattori che influenzano il “page rank” su Tinder:

  • L’interazione con gli utenti con cui siamo compatibili
  • Il modo in cui viene curato il proprio profilo (collegando più informazioni possibile)
  • L’utilizzo dell’App

Dunque l’algoritmo Elo è freddo e spietato e se vogliamo farlo innamorare dobbiamo seguire la sua logica.

Come migliorare il proprio rating su Tinder

La buona notizia è che il proprio rating sul sistema può essere migliorato, la cattiva è che l’algoritmo non è, almeno per il momento, facilmente manipolabile. Occorrerebbe comprare approvazioni, che come i link su Google, spingano il proprio rating sulla piattaforma.

Forse un giorno esisteranno gruppi su Facebook allo scopo di sedurre l’algoritmo (tipo “fatti di Tinder” o “Da Zero a Elo”), ma al momento per tentare di scalare il ranking bisogna dotarsi di pazienza e tentare di ottenere più approvazioni. In particolare si dovrebbe:

  • Abbandonare la strategia ndo cojo cojo, che come abbiamo visto può condurre alla “penalizzazione”.
  • Migliorare il proprio profilo (soprattutto foto e descrizione) in modo da ottenere più apprezzamenti
  • Interagire di più e meglio con i match ottenuti

Bisogna aggiungere un’ulteriore considerazione: se è vero che l’utilizzo delle funzioni premium allarga le possibilità di successo, il funzionamento dell’algoritmo non cambia (dunque se abbiamo un rating negativo, mettere mano al portafogli non lo farà alzare).

La funziona Boost, tra quelle a pagamento di Tinder, sembrerebbe la più interessante. Come gli annunci AdWords su Google, un boost aumenta la visibilità del proprio profilo per 30 minuti, scavalcando dunque anche un rating negativo. Quindi se dovete comprarvi l’amore dell’algoritmo questa sembrerebbe la strada giusta.

E se il nostro profilo è “penalizzato” che fare? Quello che si farebbe con un dominio nella stessa situazione: abbandonarlo, aprirne un altro e ricominciare da zero, imparando dagli errori fatti.

Il funzionamento dell’algoritmo di Tinder dimostra come l’amore ai tempi del machine learning ci avvicina sempre più agli scenari agghiaccianti di Black Mirror.

Sommario
Il "page rank" su Tinder: come funziona l'algoritmo Elo
Titolo
Il "page rank" su Tinder: come funziona l'algoritmo Elo
Descrizione
Le regole dell'attrazione sulla famosa piattaforma di incontri, sono in realtà modellate da un freddo e spietato algoritmo
Autore
Pubblicato da
SEO Holmes
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